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Produzioni

 

2010

 

X+Y= UNDER CONSTRUCTION (30.04.2010 Cinema Teatro Chiasso)

 

Durata: 1h00

Ideazione e interpretazione:Manuela Bernasconi e Francesca Sproccati

Regia:Cristina Castrillo

Musica e suono:Paolo Paone

Luci e scenografia :Marzio Picchetti

Video animazione:Giona Bernardi

 

"+y=under construction"  è presentato a Chiasso in anteprima assoluta. Lo spettacolo è il risultato di un work in progress iniziato la scorsa primavera con una performance per Playground, mostra di arte contemporanea all’Artelier di Lugano, a cui è seguito un secondo studio presentato al Teatro Dimitri di Verscio, e una terza rielaborazione proposta alla Festa del Teatro di Milano.
Sebbene il titolo dello spettacolo lo definisca ancora “in costruzione”, la sua versione conclusiva nasce grazie alla collaborazione artistica con la regista e pedagoga Cristina Castrillo del Teatro delle Radici. In scena le coreografe si soffermano sull’incontro e sulla relazione che si crea tra due giovani donne, sulla loro necessità di scoprirsi per specchiarsi l’una nell’altra, per aprirsi ad una relazione di fiducia e sostenersi a vicenda. All’apparenza sono corpi buffi, pesanti e costretti sotto strati di abiti, di abitudini e di paure; questi sono i limiti dietro ai quali le due donne si celano, per proteggersi e spiare da lontano un altro orizzonte.

 

2009

 

X+Y= UNDER CONSTRUCTION (versione settembre 2009)

 

Durata: 50 minuti

Regia, coreografia e interpretazione: Manuela Bernasconi e Francesca Sproccati

Luci: Pierfranco Sofia

Colonna sonora e arrangiamenti musicali: Giuseppe Pugliese e Paolo Paone

 

La fragilità di due corpi distinti che si scompongono rinunciando alla loro individualità per  un nuovo equilibrio. Una  forma inedita che prescinde dai singoli e possiede un valore che nella realtà dell’individuo solo  non è possibile.

 

 

2008

 

Final Fight

 

Durata: 1h00

Regia:Manuela Bernasconi

Testi liberamente tratti da: La fin du millénaire, Giuseppe Arbia

Coreografia e interpretazione:

Silvia Alfei , Roberto Altamura, Alessio Arnaldi, Manuela Bernasconi, Mattia Cantoni, Ilaria Cottali, Valentina Lanzone, Andrea Santamato, Francesca Sproccati, Francesca Natta

Disegno luci e scenografia: Pierfranco Sofia

Colonna sonora e arrangiamenti musicali: Paolo Paone

 

Guidato dai testi tratti dall’ ultimo dramma di Giuseppe Arbia intitolato “La fin du millénaire”, “Final Fight” presenta otto personaggi, un pezzo della loro storia e del loro rapporto con il tempo che passa. Ognuno di essi, verrà catapultato al centro di un ring dove disputerà una tragicomica lotta contro il tempo.  I personaggi di “Final Fight” cercheranno di affermare la loro esistenza sfidando il campione in carica indiscusso: il tempo. Questo, scadendo, avrà inesorabilmente la meglio. I concorrenti moriranno tutti  lasciando spazio alla speranza di una lotta finale come apertura verso l’infinito.

 

 

 2007

 

The White Room

 

Durata: 1h00

Regia: Manuela Bernasconi, Paolo Paone

Coreografie e interpreti: Manuela Bernasconi, Stefania Briganti, Ilaria Cottali

Scenografia e disegno luci: Pierfranco Sofia

Sound/video designer: Paolo Paone

Attrice Spot: Elisa Volonterio

 

Una riflessione giocosa sull’ordine, la routine, la quotidianità e il ripetersi di schemi che accompagnano le nostre giornate. Un sorriso ironico rivolto al paradosso che ci vede attratti in ugual modo da stabilità e cambiamento, desiderosi di imprevisto per rompere la monotonia,  e per riuscire a ristabilire nuovamente l’ordine.

 

Uno spot pubblicitario proiettato su una parete bianca presenta la soluzione all’insoddisfazione: vivere una vita programmata nella “White Room”, una stanza dove  niente accade per sbaglio, dove tutto è perfetto.

 

“Vivi White Room! Per una vita serena dove ciò che desideri è come ti appare! Scegli White Room, il colore del futuro.”

                                                                                                                                                                                       

Chiudersi in una candida prigione e sperare che nulla possa  compromettere l’ordine o lasciarsi andare all’armonia e melodia che inaspettatamente scaturisce dal caos?

 

La protagonista dello spettacolo ha scelto di vivere “White Room” ed il pubblico potrà spiarne le ripetitive giornate e potrà anche ridere o solo sorridere quando dei sabotatori cercheranno di farla tornare alla realtà, creando scompiglio nella sua routine giornaliera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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